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Città della Fortitudine
Un tempo: Torino
Prima capitale dell'Unità e ultima a dimenticarlo. Tra le Alpi, che il Governo considera parte dell'esercito, si producono motori, cioccolatini e fermezza d'animo. La puntualità dei cittadini è tale che gli orologi sono stati dichiarati superflui.
Un tempo: Genova
Porto madre della Nazione e sede della più rigorosa prudenza nella spesa. Gli abitanti, dichiarati modello di bilancio pubblico, risparmiano anche le parole. La focaccia è tutelata come bene di Stato; il pesto, come segreto.
Un tempo: Milano
Capitale dell'Operosità. Il lavoro comincia all'alba e termina quando ordina il Ministero, cioè mai. L'aperitivo è consentito, purché produttivo. La Madonnina del Duomo vigila, con l'approvazione del Governo, su ogni scadenza.
Un tempo: Verona
Città dell'amore regolamentato. Il celebre balcone è visitabile previa domanda in carta bollata, e i sospiri sono contingentati. L'Arena ospita spettacoli di sicura approvazione, a cui il pubblico assiste con entusiasmo adeguato.
Un tempo: Venezia
Città costruita sull'acqua per volontà ministeriale. I canali sono dichiarati strade a bassa velocità e i ponti, opere di collegamento tra il cittadino e il suo dovere. Il Carnevale è obbligatorio; le maschere, consentite solo se registrate.
Un tempo: Firenze
Culla della Rinascenza, della quale ordina ora la seconda edizione, più rapida e a costo ridotto. Artisti e artigiani lavorano sotto ispezione. La bistecca alla fiorentina è porzione minima garantita per legge.
Un tempo: Ancona
Porto principale dell'Adriatico, dove le navi arrivano in orario perché il mare ha ricevuto istruzioni precise. Dal molo si salutano ogni giorno le partenze e si registrano, per precauzione, anche i ritorni.
Un tempo: Roma
Nuova Roma, Capitale della Nuova Italia: sede del Governo, dei Nove Distretti e di ogni decisione importante, comprese quelle già prese. Le rovine antiche sono state dichiarate «lavori in corso di miglioramento».
Un tempo: Pescara
Città del verde obbligatorio. Parchi e riserve sono sorvegliati da guardie forestali di straordinaria severità, e ogni albero ha un numero di matricola. Gli arrosticini sono distribuiti secondo il merito.
Un tempo: Napoli
Città del benessere ufficiale. Il Vesuvio è stato richiamato all'ordine e da allora è dichiarato inattivo. Il caffè e la pizza godono di tutela statale; la scaramanzia, di una commissione apposita.
Un tempo: Foggia
Granaio della Nazione. Il lavoro dei campi è celebrato ogni giorno e retribuito in base all'entusiasmo dimostrato. Le spighe, mature per decreto, si inchinano al passaggio del Capo Supremo.
Un tempo: Bari
Città luminosa e sempre in ordine. Le orecchiette sono preparate in strada sotto l'occhio attento della Direzione della Pasta, che le conta. Dal porto si ammira l'Adriatico, che ha confermato la propria fedeltà.
Un tempo: Catanzaro
Città dei Tre Colli, ciascuno sorvegliato dal proprio comitato di quartiere. Il peperoncino vi è coltivato in quantità tale da garantire a ogni cittadino un entusiasmo permanente. La seta locale riveste le sedie del Governo.
Un tempo: Reggio Calabria
Porto sullo Stretto, da cui ogni mattina si scorge la Sicilia, ufficialmente «visibile e raggiungibile». La Fata Morgana è riconosciuta come fenomeno atmosferico di assoluta lealtà. Il bergamotto è profumo di Stato.
Un tempo: Cagliari
Isola vittoriosa per natura e per decreto. I nuraghi sono considerati le prime fortificazioni del Regime, costruite con largo anticipo e senza alcun permesso. Il sale delle saline è distribuito ai cittadini, perché non perdano il sapore della disciplina.
Un tempo: Palermo
Capitale della maggiore isola. Arancine e cannoli sono ritenuti fondamenti della stabilità nazionale. La disputa se si dica arancina o arancino è stata chiusa d'ufficio, senza vincitori e senza testimoni.