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POLITICA

IL NUOVO CAPO SUPREMO SI INSEDIA: «DA OGGI NULLA SARÀ PIÙ COME PRIMA»

DI UFFICIO STAMPA DELLA PRESIDENZA — 6 Settembre 2026

Cerimonia solenne nella capitale. Il Capo Supremo promette ordine, prosperità e un futuro radioso. Applausi ininterrotti per 47 minuti.

NUOVA ROMA — È iniziata oggi una nuova era.

Con una solenne cerimonia nella Sala Grande della Nazione, il nuovo Capo Supremo ha ufficialmente assunto il comando della Nuova Italia, ponendo fine a un lungo periodo di incertezza, discussioni e, soprattutto, decisioni prese senza autorizzazione.

Il Dittatore è apparso alle ore 10.00 precise, dalla balconata di Piazza della Vittoria, accompagnato da una delegazione di alte personalità dello Stato e da un numero enorme ma imprecisato di persone incaricate di applaudire al momento opportuno.

Ad accoglierlo, una folla festante ha intonato spontaneamente il nuovo inno nazionale, seguito da un secondo inno nazionale e, per sicurezza, da una versione strumentale del primo.

Nel suo primo discorso alla Nazione, ha pronunciato parole destinate a entrare nella storia:

«Da oggi nulla sarà più come prima.»

Una frase che, secondo gli esperti dell’Ufficio Centrale per l’Interpretazione delle Frasi del Dittatore, potrebbe indicare l’inizio di una profonda trasformazione istituzionale.

Il nuovo Capo ha quindi illustrato le priorità del suo governo: ordine, prosperità, efficienza e assoluta fiducia.

«Il nostro Paese tornerà finalmente a essere grande», ha dichiarato e a una giornalista che gli chiedeva in che modo, ha risposto:

«Lo vedrete.»

La domanda successiva è stata immediatamente cancellata dal verbale.

Durante la cerimonia sono stati inoltre presentati il nuovo stemma nazionale, il nuovo calendario ufficiale e una gigantesca fotografia del Dittatore, che verrà progressivamente installata negli edifici pubblici, nelle scuole e, a partire dal prossimo mese, negli ascensori.

Il Ministero dell’Informazione ha fatto sapere che ogni cittadino potrà liberamente procurarsi un suo ritratto, precisando tuttavia che «averne almeno uno in casa rappresenta un importante gesto di responsabilità civica».

La giornata si è conclusa con 21 colpi di cannone, 14 minuti di applausi e una dichiarazione ufficiale:

«Il popolo ha scelto il Dittatore. E il Dittatore ha scelto il popolo.»

Da domani inizierà il lavoro per costruire il futuro.

Naturalmente, sotto la guida indiscussa del Capo Supremo.

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