Benzina a 1500 lire e gasolio a 1650 al litro: il Ministero dell’Economia dispone che il cartello del prezzo sia esposto in caratteri più piccoli, per non offendere la vista

I prezzi dei carburanti restano alti, ma in lieve calo: la benzina costa in media 1500 lire al litro e il gasolio 1650, con una diminuzione, rispetto a ieri, di 1 o 2 lire. In autostrada, dove il gasolio arriva a 1700 lire, il ribasso è stato giudicato ancora più discreto.
Il Ministero dell’Economia ha accolto i dati con soddisfazione e ha subito individuato il vero problema: la leggibilità. Secondo gli uffici, a procurare disagio al Popolo non sarebbe il prezzo in sé, bensì la grandezza con cui viene mostrato. Un numero grande, spiegano, si nota di più, e ciò che si nota di più preoccupa di più. Con apposita circolare è stato quindi disposto che i cartelli dei prezzi siano esposti in caratteri più piccoli, per non offendere la vista degli automobilisti.
La misura entrerà in vigore dai distributori della Zona Commerciale della Prosperità e sarà estesa, per gradi, a tutti i Distretti. È previsto un carattere ridotto per la benzina e uno ancora più ridotto per il gasolio, che essendo più costoso merita maggiore riservatezza. Nei casi più gravi i cartelli potranno essere sostituiti da un cartello unico con la scritta «Prezzo conforme», da leggere solo a distanza ravvicinata e con la dovuta discrezione.
Ai gestori che esporranno il prezzo in carattere grande sarà notificato un verbale per «ostentazione di cifra». Per i cittadini che lamentassero comunque il rincaro è invece attivo uno sportello apposito, aperto il mercoledì pomeriggio.
Il Governo ricorda infine che il prezzo è sceso e che, se continuerà a scendere di 1 lira al giorno, tornerà ai livelli desiderati nel giro di qualche un anno.
«Il prezzo è un’opinione: se piccolo, quasi un pensiero.»
— Un funzionario dell’Ufficio Cartelli