Legge elettorale approvata a scrutinio segreto con 383 voti: da oggi i voti segreti dovranno essere firmati, e il nome del votante comparirà in calce a garanzia dell’anonimato

La Camera ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale con 383 voti favorevoli e 56 contrari e 5 astenuti, al termine di uno scrutinio che, per espressa volontà del regolamento, doveva restare segreto. La maggioranza ha accolto l’esito con un lungo applauso, le opposizioni con proteste e con l’espressione «legge truffa», che il Ministero dell’Interno ha però classificato come «giudizio non richiesto».
Secondo quanto riportato dai giornali, durante le votazioni preliminari alcuni colleghi seduti nell’ultima fila avrebbero osservato dall’alto i deputati seduti più in basso, ai quali sarebbe stato chiesto di votare con scrittura e caratteri grandi e leggibili, visibili anche da lontano, per rendere chiaro a tutti il senso del voto. Il Ministero ha giudicato l’iniziativa lodevole ma incompleta, e ha deciso di renderla sistematica.
Da oggi, dunque, il voto resterà segreto, ma dovrà essere firmato. Il nome del votante comparirà in calce alla scheda, in carattere leggibile, a garanzia dell’anonimato: in tal modo nessuno potrà confondere un voto segreto con uno qualunque. La firma sarà apposta con inchiostro indelebile e controfirmata da due colleghi di banco, che ne attesteranno la riservatezza.
La nuova legge prevede inoltre un premio di maggioranza: la coalizione che otterrà almeno il 42% dei voti riceverà 70 deputati in più, un numero che il Ministero ritiene adeguato, soprattutto se già assegnato prima del conteggio. Per evitare equivoci, la coalizione dovrà indicare il proprio candidato alla guida del Governo, e il candidato dovrà indicare la coalizione.
Il Popolo, conclude la nota, può dormire sonni tranquilli: il suo voto sarà segreto, firmato e conservato con cura.
«Il segreto è sacro. Per questo lo conosciamo tutti, a tutela del segreto.»
— Un addetto all’Ufficio Scrutini Riservati